Cos’è e come si misura l’acutezza visiva

L’acutezza visiva (detta anche acuità visiva o visus) è una delle principali abilità dell’apparato visivo e, in sostanza, misura quanto si vede, ovvero con quale livello di definizione dell’immagine.

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Con il termine acutezza o acuità visiva si intende la capacità dell’occhio umano di individuare e percepire i più piccoli dettagli di un oggetto a una determinata distanza, come conseguenza del livello di nitidezza dell’immagine proiettata sulla retina.

Scientificamente, l’acuità visiva è la misurazione dell’angolo minimo sotto cui devono essere visti due punti separati; l’angolo minimo preso in considerazione è un primo (ossia un sessantesimo di grado). Detto in parole povere, l’acuità visiva indica la capacità degli occhi di distinguere due punti vicini come separati e distinti.

Acuità visiva: come si misura

L’acuità visiva viene normalmente misurata in decimi, invitando il paziente a leggere le righe di un ottotipo, ossia la classica tavola presente in ogni studio oculistico con stampati dei simboli (lettere o cifre) di grandezze diverse: se il paziente riesce a leggere tutte e dieci le righe, la sua acutezza visiva è di 10/10, se legge otto righe ha un visus di 8/10 e così via. Tra i diversi test test della vista, quelli utilizzati per misurare l’acutezza visiva di una persona sono essenzialmente tre:

  • test del contrasto, che identifica la capacità di distinguere gli oggetti sullo sfondo su cui sono collocati, invitando il paziente a leggere una fila di lettere della stessa grandezza ma di colori diversi, dal nero sfumando fino al bianco;
  • test di Landolt, che viene utilizzato soprattutto con i bambini che ancora non sanno leggere, a cui viene chiesto di osservare una tavola con diversi anelli aperti in alto, in basso, a destra o a sinistra e di indicare di volta in volta dove si trova l’apertura;
  • test di Snellen, ovvero quello più utilizzato dagli oculisti, effettuato coprendo un occhio alla volta con una mano e leggendo l’ottotipo composto da dieci righe con simboli o lettere di grandezza decrescente. 

Perché è importante misurare l’acutezza visiva

Il controllo dell’acutezza o acuità visiva attraverso specifici test della vista consente di individuare in maniera molto semplice la presenza di difetti di rifrazione come ipermetropia, miopia, astigmatismo o presbiopia, oltre a rilevare l’eventuale presenza di patologie degli occhi, come cataratte o maculopatie.

È dunque molto importante sottoporre la vista a visite periodiche, a seconda della fascia d’età:

dalla nascita ai 2 anni i bambini dovrebbero sottoporsi a esami oculistici ogni sei mesi, per poi passare a una visita oculistica almeno una volta l’anno fino ai 17 anni, salvo diverso specifico programma raccomandato dall’optometrista pediatrico;

  • dai 18 ai 39 anni è opportuno effettuare una visita oculistica almeno ogni due-tre anni, o più di frequente se si soffre di disturbi progressivi della vista come la miopia;
  • dai 40 ai 64 anni, è consigliabile recarsi dall’oculista ogni due anni, salvo diverse patologie;
  • oltre i 65 anni è meglio sottoporsi a visita oculistica ogni anno, al fine di prevenire l’insorgere di patologie degenerative. 

Nei negozi GrandVision puoi trovare personale qualificato in grado di effettuare test della vista per misurare la tua acutezza visiva e, in caso di problemi, indicarti un medico oculista convenzionato da cui effettuare una visita approfondita. Prenota subito il tuo controllo, sul sito o di persona.

 

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